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GIACOMO TORELLI
L'invenzione scenica teatrale nell'Europa barocca
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Marzo - Aprile 1999

Dopo tanti anni di attesa, si realizzerà a Fano una mostra sull'attività del celebre architetto-scenografo fanese del '600 Giacomo Torelli.
In mostra saranno esposti documenti d'archivio, incisioni originali, disegni, modelli, costumi e dipinti relativi all'attività svolta dal Torelli a Fano, Venezia, Parigi (corte di Luigi XIV) e alla edificazione dell'antico Teatro della Fortuna di Fano (1677).
Il "taglio" metodologico della mostra è orientato verso un approccio multidisciplinare, intendendo affrontare il fenomeno europeo "Torelli" sotto tutte le angolazioni possibili, coinvolgendo la totalità delle discipline ad esso afferenti (architettura teatrale, scenografia, scenotecnica, musicologia, storia del balletto, storia del costume teatrale, etc...).
Una mostra quindi che vuol ripercorrere, attraverso l'esposizione della documentazione disponibile e reperibile, la lunga ed importante attività del nostro Giacomo Torelli che fu maestro ed innovatore dell'architettura teatrale e scenica dell'Europa barocca.
L'esposizione delle opere sarà suddivisa in cinque sezioni e si svilupperà in dieci sale, appositamente allestite negli spazi della ex scuola "Luigi Rossi".

Prima sezione: primo periodo fanese del Torelli (1604-1640)
Esposizione di dipinti e documenti d'archivio inediti relativi alla vita di Giacomo Torelli. Documentazione bibliografica relativa all'attività del Torelli a Fano. Allestimenti alla "Sala della Commedia" e palazzi privati. Nel 1637 Torelli cura gli intermezzi del Filarmindo di Rodolfo Campeggi.

Seconda sezione: periodo veneziano (1641-1644)
Nel 1641 Torelli progetta il Teatro Nuovissimo e cura l'allestimento del melodramma La finta pazza (libretto di Giulio Strozzi, musica di Francesco Sacrati), cui segue nel 1642 quello del Bellerofonte (libretto del fanese Vincenzo Nolfi, musica di Francesco Sacrati), nel 1643 quello della Venere Gelosa (libretto di Niccolò Enea Bartolini, musica di Francesco Sacrati) e nel 1644 la Deidamia (libretto di Scipione Herrico, musica di Francesco Cavalli).
Il periodo veneziano del Torelli si conclude nel 1644 con l'allestimento dell'Ulisse errante (libretto di Giacomo Badoaro, musica di Francesco Sacrati), rappresentato presso il teatro dei SS.Giovanni e Paolo, quindi lascia Venezia e si trasferisce a Parigi.
Gli allestimenti veneziani del Torelli sono documentati dai libretti e dalle edizioni in-folio con incisioni di G. Giorgi e M. Boschin.
Le scene torelliane della Venere gelosa e della Deidamia sono riprodotte anche in dodici splendidi quadretti ad olio su tela (ignoto sec. XVIII) conservati al Museo Civico di Fano.

Terza sezione: periodo parigino (1645-1661)
Il Torelli, nel 1645, appronta una riedizione della Finta pazza, che allestisce al teatro Petit Bourbon, da lui completamente ristrutturato e dotato di quelle "macchine" e "ingegni" che lo avevano reso famoso in tutta Europa.
L'allestimento parigino della Finta pazza è documentato dalle incisioni di N. Cochin e dalle illustrazioni di Valerio Spada riproducenti i costumi utilizzati per il balletto.
Nel 1647 il Torelli è impegnato nei lavori di rimordenamento del Palais Royal (teatro già costruito dal cardinal Richelieu), dove il 2 marzo dello stesso anno rappresenta l'Orfeo, composto appositamente su ordine del cardinal Mazarino da Luigi Rossi e Francesco Buti, alla presenza del giovane re Luigi XIV con tutta la corte. La Bibliothèque du Conservatoire di Parigi possiede manoscritti di questa rappresentazione.
Nel 1650 al Teatro Petit Bourbon, utilizzando gran parte delle "macchine" adoperate per l'Orfeo, il Torelli allestisce Andromede (testo di Pierre Corneille, musica di Charles d'Assoucy), rappresentazione documentata dalle splendide incisioni di F. Chaveau.
Il successo parigino del Torelli è tale da meritarsi l'appellativo di "Grand Sorcier" (grande stregone) del re Luigi XIV e di godere ancor di più della stima e della protezione politica del cardinal Mazarino.
Nel 1654 il Torelli allestisce al Petit Bourbon le famosissime Noces de Pèlee et de Thétis (musica di Carlo Caproli, libretto di Francesco Buti e balletti di Isaac de Benserade).
Questa rappresentazione è documentata da una edizione in-folio contenente 10 illustrazioni di L. Silvestre e P. Francart, da numerosi disegni preparatori attribuiti dal Bjustrom al Torelli, dalle musiche del balletto (conservatoire, Parigi) e da 73 disegni acquarellati riproducenti i costumi di scena.
Il Torelli, nella sua attività parigina, alterna rappresentazioni teatrali con allestimenti di grandiosi balletti alla corte di Luigi XIV. Tra i più famosi (1653) il Ballet de la nuit (di Isaac de Benserade, musiche di J. Cambefort, J.B. Boesset, M. Lambert ed altri). Di questo allestimento sono conservati a Parigi 119 disegni acquarellati riproducenti i costumi utilizzati per il balletto.
Nel 1658 allestisce al Petit Bourbon la piéce Rosaure (Libretto di Domenico Locatelli e musica di anonimo), documentata da due disegni acquarellati del Torelli, conservati a Vienna e a Roma.
Nel 1661 Torelli allestisce l'ultimo spettacolo a Vaux le Vicomte, Les Facheaux di Moliére e costretto a lasciare la Francia fa ritorno a Fano.

Quarta sezione: costruzione del Teatro della Fortuna
Tornato a Fano con la consorte Francesca de Sué, Giacomo Torelli, ormai famoso architetto-scenotecnico, viene incaricato di redigere un progetto per l'ampliamento del teatro di Macerata (1665). Nello stesso anno, assieme a diciassette patrizi rivolge una supplica al Consiglio Generale della città di Fano per poter costruire un teatro negli spazi della "Sala grande" del Palazzo del Podestà. Accolta favorevolmente la domanda il Torelli progetta il teatro fanese a "palchetti", disposti in cinque ordini di ventuno per fila profondendo in questo progetto tutta la sua eccellente esperienza e conoscenza della migliore architettura teatrale dell'epoca, realizzando uno dei più bei teatri dell'Europa barocca.
Numerosi sono i disegni e le incisioni che documentano nei minimi particolari la struttura architettonica e scenotecnica del teatro torelliano. Di grande interesse sono i quattro disegni acquarellati di Gabriel Pierre Dumont (post 1740) raffiguranti le sezioni, la pianta e il boccascena del teatro torelliano conservati alla Bibliothéque de l'Opéra di Parigi.
Saranno esposte in mostra, appositamente restaurate, le quattro statue lignee (Giunone, Minerva, e le raffigurazioni della Pittura e dell' Architettura) che ornavano il boccascena del teatro.
In appendice a questa sezione sarà dedicato uno spazio alla dotazione scenica dei Bibiena (1718-1719).
Saranno esposti: 10 disegni (ignoto sec.XVIII) in pianta delle scene del teatro, 5 grandi dipinti a tempera su tela raffiguranti riproduzioni di scene di Ferdinando Bibiena e una stampa dello stesso autore raffigurante il boccascena del teatro torelliano con il nuovo sipario (dipinto dal Bibiena nel 1719) raffigurante in prospettiva speculare la sala del teatro.

Quinta sezione: "Il trionfo della Continenza considerato in Scipione Affricano"
Il teatro torelliano della Fortuna è stato inaugurato nel giugno del 1667 con il dramma per musica Il trionfo della Continenza considerato in Scipione Affricano (parole del conte Giulio di Montevecchio, musica di Alessandro Melani). Questa rappresentazione inaugurale, oltre alla musica e ai libretti, sarà documentata attraverso l'esposizione di 6 disegni acquarellati di Giacomo Torelli (conservati a Monaco e Roma) e tre grandi tele dipinte a tempera (ignoto se.XVIII) raffiguranti le riproduzioni di tre scene del dramma musicale.


Il curatore della mostra
Prof. Francesco Milesi
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